
IN COSA CONSISTE L’INTERVENTO
L'intervento chirurgico per correggere le craniostenosi consiste il un rimodellamento della scatola cranica ed in particolare della volta (la parte superiore), che sarà più o meno importante a seconda della sutura interessata e dalla necessità o meno di intervenire su zone adiacenti alla volta stessa (es orbite, base ecc.).
DOVE E’ POSSIBILE FARLO, QUANDO E PERCHE’ IL PRIMA POSSIBILE
I centri di eccellenza in Italia per questo intervento (Firenze e Roma), all’avanguardia per esperienza e tecniche di intervento, consigliano di intervenire tra il 4° e il 6° mese del bambino, proprio per diminuire i rischi legati all’intervento.
Operando in questo momento infatti, con un solo intervento e senza utilizzare innesti artificiali (eventualmente da rimuovere successivamente), è possibile utilizzare la capacità di spinta della crescita cerebrale e la possibilità di rigenerazione ossea dello strato interno della dura madre, cioè la parte esterna delle meningi (le membrane che rivestono il cervello).
In questo modo, oltre a scongiurare possibili sofferenze per la costrizione a cui verrebbe sottoposto il cervello nel momento della sua massima espansione (dopo cresce ancora, ma più lentamente), si riduce l’impatto psicologico dovuto all’ospedalizzazione e il rischio di eventuali traumi da cadute (si pensi ad un bambino che intorno all’anno inizia a camminare).
I RISCHI TIPICI DI QUESTO INTERVENTO CHIRURGICO
A seconda della sutura e del tipo di intervento verrà praticato un taglio o diversi tagli, in tutti i casi uno dei rischi insiti in questo tipo di intervento è l’emorragia e la necessità di trasfusioni sia durante che subito dopo. In ogni caso, il medico, prima dell’intervento spiegherà che tipo di intervento andrà a fare e se è il caso in cui potrebbe esserci questa necessità. In linea di massima quando l’incisione è ampia e i tempi di esposizione della parte non sono velocissimi, la necessità di trasfusione è abbastanza scontata (es le trigonocefalie importanti).
Altri rischi sono quelli insiti in ogni intervento chirurgico come quelli legati all’anestesia o a possibili infezioni.
Se non subentrano complicazioni in linea di massima viene dimesso in 4 o 5 giorni e poi proseguirà le medicazioni della ferita fino alla caduta dei punti e dovrà fare i controlli previsti dal suo medico.
PERCHE’ EVITARE I BAGNI DI FOLLA PRIMA DELL’INTERVENTO
Un altro motivo per cui è importante la diagnosi precoce della malattia è perché una volta deciso dove far operare il proprio piccolo è importante ricordare che stiamo parlando di bambini piccoli che se hanno il raffreddore, o peggio la febbre, oppure hanno appena fatto la vaccinazione quando si libera il posto per l’intervento… Saltano l’intervento, e rimangono in attesa di essere richiamati. In questo modo si rischia che dalla diagnosi all’intervento passino diversi mesi.
Anche a costo di offendere qualche parente, il consiglio spassionato, è quello di proteggere il piccolo il più possibile per evitare a lui e a voi il prolungare l’attesa dell’intervento che rischia di diventare un grande fattore di stress (soprattutto per voi).
ODDIO SOLO ORA ABBIAMO SCOPERTO LA CRANIOSTENOSI!
Posto che prima si interviene e meglio è, un intervento successivamente al periodo ottimale generalmente può comportare la necessità di intervenire in due momenti successivi.
Oltre a venire meno la spinta di crescita del cervello, le ossa del neonato, infatti sono molto più malleabili di un bambino, questo comporta la necessità di inserire degli innesti per es di titanio che sopperiscano a queste mancanze. In genere si tratta di una specie di “barrette ripiegate” dette clips che mantengono aperta la sutura e piano piano creano lo spazio necessario, in un secondo momento (dopo un tempo che varia a seconda dei casi) verrà fatto un secondo intervento per rimuoverle.
Anche questo tipo di intervento però, per quanto possa destare più preoccupazioni e sicuramente è da sconsigliare potendo intervenire prima (vedi quegli ospedali che diagnosticano la craniostenosi alla nascita o subito dopo e poi consigliano di operare intorno all’anno) da ottimi risultati estetici e funzionali. Da studi fatti sulle craniostenosi non gravi operate tardivamente (in età scolare) i bamnini hanno avuto miglioramenti in termini sia di benessere (diminuzione fino a sparire dei mal di testa, miglioramento relazionale) che di rendimenti scolastici.
PERCHE’ FAR OPERARE UN BAMBINO IN UN CENTRO DI ECCELLENZA O COMUNQUE IN UN REPARTO DI NEUROCHIRURGIA PEDIATRICA.
Anche all’ospedale sottocasa c’è un ottimo chirurgo maxillofacciale che ha già operato delle craniostenosi come quella di mio figlio, perché dovrei andare fuori dalla mia città?
Di solito, il far operare il proprio bambino in un’altra città può far pensare ad un genitore che la malattia sia più grave, o preoccuparlo per gli aspetti logistici.
La realtà è che posto che prima si interviene e meglio è operare un neonato e un adulto non è la stessa cosa e questo, i medici seri lo dicono.
A parte la teoria della tecnica d’intervento infatti, esiste la pratica che migliora notevolmente con il numero degli interventi fatti (e su questo un centro di eccellenza è imbattibile) che non riguarda solo l’intervento in se, ma la presa in carico del paziente in generale.
Esistono infatti maggiori rischi legati a “stupidaggini” come il lettino operatorio riscaldato o meno.
Quello degli adulti generalmente non lo è. Le sale operatorie speciali in cui operano i neurochiurghi pediatrici lo sono, perché per un bambino piccolo è più facile ammalarsi (bronchiti ecc) durante un intervento del genere.
Lo stesso vale per l’anestesia su un bambino piccolo e per le trasfusioni. Il fatto di avere esperienza con i bambini comporta acquisire una serie di conoscenze e accorgimenti che riducono notevolmente i rischi e le complicanze di certe pratiche operatorie che non sono legate solo all’intervento specifico, ma all’età del paziente e che in una sala operatoria per adulti non potrebbero essere adottate.
Dove far operare il proprio figlio è una scelta molto personale, ma per favore, considerate anche questo aspetto che non è di secondaria importanza.
Per quanto riguarda l’aspetto logistico, esiste la possibilità di farsi aiutare nel caso ce ne fosse bisogno quindi per favore… chiedete.


